Un’impresa che partecipa regolarmente agli appalti pubblici può possedere diverse certificazioni ISO senza sapere, prima di esaminare il disciplinare, se queste le consentiranno di ridurre la garanzia provvisoria.
La ISO 9001, ad esempio, può dare accesso a una riduzione del 30%. Se però l’impresa è una PMI, entra in gioco un’altra agevolazione, pari al 50%, che non può essere sommata alla prima. Per certificazioni come ISO 14001 e ISO 45001, invece, il beneficio dipende anche da quanto stabilito dalla stazione appaltante nei documenti di gara.
Sono differenze che incidono direttamente sul lavoro dell’Ufficio Gare e sulle valutazioni della direzione finanziaria. Un conto è conoscere le agevolazioni previste dalla normativa; un altro è stabilire quali possano essere effettivamente utilizzate nella procedura a cui l’impresa intende partecipare.
Il Codice dei contratti pubblici, all’articolo 106, comma 8, disciplina diverse riduzioni delle garanzie, ma ne subordina l’applicazione a requisiti differenti.
Per valutarne il beneficio occorre quindi partire dalla gara, verificare le condizioni applicabili e soltanto dopo considerare le certificazioni possedute. Anche il risultato economico richiede attenzione: ridurre l’importo garantito non significa necessariamente ottenere un risparmio di pari valore sul costo della fideiussione.
Prima di considerare le certificazioni, bisogna verificare la procedura
Quando un’impresa prepara la documentazione per partecipare a una gara, uno dei primi elementi da verificare è l’eventuale richiesta della garanzia provvisoria.
L’articolo 106 del D.Lgs. 36/2023 prevede, nel proprio ambito di applicazione, una garanzia generalmente pari al 2% del valore complessivo della procedura indicato nel bando o nell’invito. La stazione appaltante può motivatamente ridurla fino all’1% oppure aumentarla fino al 4%, secondo le condizioni previste dalla disposizione.
Non tutte le procedure, tuttavia, seguono questa disciplina. Per gli affidamenti regolati dall’articolo 50, l’articolo 53 stabilisce che la garanzia provvisoria, di norma, non venga richiesta. La stazione appaltante può prevederla nei casi consentiti dalla legge, entro il limite dell’1%.
Il correttivo al Codice dei contratti pubblici ha inoltre introdotto nell’articolo 53 il comma 4-bis, che esclude l’applicazione delle riduzioni dell’articolo 106, comma 8, alle garanzie delle procedure disciplinate dalla Parte I del Libro II.
La conseguenza è concreta. Un’impresa potrebbe possedere una certificazione ISO 9001 pienamente valida e, nonostante questo, non poter utilizzare la relativa riduzione nella procedura a cui partecipa. Per l’Ufficio Gare, quindi, il primo controllo non riguarda il certificato, ma il regime normativo dell’affidamento. Solo dopo aver chiarito questo aspetto ha senso verificare quali agevolazioni possano essere applicate.
ISO 9001 e PMI: perché le riduzioni del 30% e del 50% non si sommano
Tra le agevolazioni previste dall’articolo 106, comma 8, una delle più rilevanti per le imprese certificate riguarda il Sistema di Gestione per la Qualità.
La disposizione riconosce una riduzione del 30% agli operatori economici in possesso della certificazione del sistema qualità conforme alla serie UNI CEI ISO 9000, rilasciata secondo i requisiti di accreditamento indicati dalla norma. È un beneficio collegato a una condizione specifica: il possesso di una certificazione che soddisfi i requisiti richiesti.
Lo stesso comma prevede però una riduzione del 50% per le micro, piccole e medie imprese, nonché per i raggruppamenti e i consorzi ordinari costituiti esclusivamente da tali imprese, alle condizioni stabilite dalla disposizione.
Le due riduzioni non sono cumulabili. Questo punto assume particolare importanza per una PMI già certificata ISO 9001: il possesso della certificazione non le consente di sommare il 30% al 50% riconosciuto in ragione della propria dimensione.
Consideriamo una procedura soggetta all’articolo 106, per la quale la garanzia iniziale sia pari a 20.000 euro. Un’impresa che soddisfa le condizioni per la riduzione del 30% legata alla certificazione del sistema qualità può ridurre l’importo a 14.000 euro. Una PMI che beneficia della riduzione del 50% può invece portarlo a 10.000 euro. Non è possibile applicare entrambe le percentuali per ottenere una garanzia di 4.000 euro.
Per la direzione aziendale, questa distinzione conta anche quando si valutano i benefici economici di una certificazione. Se l’impresa dispone già di una riduzione più favorevole in quanto PMI, quella collegata alla ISO 9001 non rappresenta necessariamente un ulteriore vantaggio sulla medesima garanzia.
Ciò non riduce il valore del Sistema di Gestione per la Qualità, ma impedisce di attribuirgli un beneficio economico che, nella situazione considerata, non si aggiunge a quello già disponibile.
ISO 14001, ISO 45001 e ISO 27001: perché è decisivo leggere il disciplinare
La situazione cambia quando si considerano altre certificazioni dei Sistemi di Gestione.
L’articolo 106, comma 8, del D.Lgs. 36/2023 prevede un’ulteriore riduzione della garanzia, fino a un massimo del 20%, per gli operatori economici in possesso di certificazioni o marchi individuati dalla stazione appaltante tra quelli previsti dall’Allegato II.13.
Nell’Allegato II.13 del Codice figurano, tra le certificazioni indicate come «già presenti», ISO 14001, ISO 45001 e ISO/IEC 27001.
Il loro inserimento nell’elenco non attribuisce però automaticamente il diritto alla riduzione. La disposizione richiede che la stazione appaltante individui nei documenti iniziali di gara le certificazioni o i marchi rilevanti e stabilisca la percentuale riconosciuta, entro il limite massimo del 20%.
Un’impresa che possiede ISO 14001 e ISO 45001, quindi, non può presumere che entrambe producano un beneficio sulla garanzia. Il responsabile dei Sistemi di Gestione può verificare la validità e la pertinenza dei certificati, ma spetta all’Ufficio Gare accertare quali siano effettivamente considerati dalla stazione appaltante e quale riduzione sia applicabile.
Se i documenti di gara prevedono una percentuale inferiore al 20%, non è possibile utilizzare automaticamente quella massima. Allo stesso modo, il possesso di più certificazioni non determina di per sé il cumulo di ulteriori riduzioni.
La stessa cautela vale per ISO/IEC 27001.
Una precisazione riguarda ISO 37001, relativa ai Sistemi di Gestione per la prevenzione della corruzione. La certificazione compare nell’Allegato II.13 originario, ma nella categoria delle attestazioni «da introdurre», distinta da quelle indicate come «già presenti». Non è quindi corretto attribuirle automaticamente una riduzione della garanzia senza verificare il quadro normativo applicabile e le previsioni della singola gara.
Le riduzioni delle garanzie devono inoltre essere tenute distinte dagli eventuali criteri premiali previsti per la valutazione delle offerte. Una certificazione può assumere rilevanza in entrambi gli ambiti, ma attraverso condizioni e meccanismi differenti.
Come si calcolano le riduzioni quando sono cumulabili
Una volta accertato quali benefici siano applicabili, occorre determinarne correttamente l’effetto sull’importo della garanzia.
L’articolo 106, comma 8, prevede anche una riduzione del 10% per le fideiussioni che soddisfano le condizioni tecniche di emissione, firma digitale e gestione o verifica telematica stabilite dalla disposizione. Questa agevolazione non dipende dal possesso di una certificazione ISO, ma dalle caratteristiche della fideiussione presentata.
Quando ricorrono i rispettivi presupposti, può essere cumulata con la riduzione del 30% prevista per il sistema qualità oppure con quella del 50% riconosciuta alle PMI. Può inoltre concorrere al calcolo l’eventuale riduzione fino al 20% relativa alle certificazioni e ai marchi individuati nei documenti di gara.
Le percentuali cumulabili non devono però essere sommate. Ogni riduzione successiva si applica all’importo risultante dalla precedente.
Supponiamo che un’impresa non PMI partecipi a una procedura soggetta all’articolo 106 e debba presentare una garanzia iniziale di 20.000 euro. L’impresa soddisfa i requisiti per la riduzione del 30% legata alla certificazione del sistema qualità. La fideiussione presenta inoltre le caratteristiche richieste per l’ulteriore riduzione del 10% e il disciplinare riconosce una riduzione aggiuntiva del 20% per una certificazione posseduta dall’operatore.
Il calcolo procede in questo modo:
| Passaggio | Importo della garanzia |
| Importo iniziale | 20.000 € |
| Applicazione della riduzione del 30% | 14.000 € |
| Ulteriore riduzione del 10% | 12.600 € |
| Ulteriore riduzione del 20% | 10.080 € |
La garanzia passa quindi da 20.000 a 10.080 euro, con una riduzione complessiva di 9.920 euro, pari al 49,6%. La semplice somma delle percentuali avrebbe prodotto un risultato errato.
Naturalmente, l’esempio presuppone che tutte le condizioni normative e documentali siano soddisfatte. In una procedura reale, la riduzione aggiuntiva potrebbe essere inferiore al 20% oppure non essere prevista.
Per questo motivo il calcolo deve essere effettuato soltanto dopo aver verificato i requisiti applicabili, evitando di utilizzare percentuali ricavate da una tabella generale senza confrontarle con la documentazione della gara.
Quanto vale economicamente una garanzia ridotta?
Il calcolo della garanzia chiarisce quanto diminuisce l’importo che l’impresa deve garantire. Non chiarisce, da solo, quanto l’impresa risparmierà.
Riprendiamo l’esempio precedente. La riduzione da 20.000 a 10.080 euro determina una differenza di 9.920 euro nell’importo garantito. Non significa che l’impresa abbia risparmiato 9.920 euro sul costo della fideiussione.
Quando la garanzia viene costituita attraverso una fideiussione bancaria o assicurativa, il costo dipende dalle condizioni applicate dal garante, dalle commissioni e dagli accordi contrattuali. Anche gli eventuali effetti sull’utilizzo degli affidamenti, sulla richiesta di controgaranzie sulle risorse finanziarie disponibili dipendono dalla situazione dell’impresa e dalle condizioni concordate.
Per un CFO, quindi, il confronto non può fermarsi all’importo indicato nella garanzia. Occorre distinguere il valore garantito dal costo sostenuto per ottenere la fideiussione e dagli eventuali vincoli finanziari associati.
Questa distinzione diventa particolarmente importante quando la direzione valuta la convenienza economica di mantenere o conseguire determinate certificazioni.
Se l’impresa partecipa frequentemente a gare nelle quali sono applicabili le riduzioni previste dal Codice, il beneficio può essere un elemento da considerare. Per quantificarlo, però, servono dati sulle procedure effettivamente affrontate e sulle condizioni praticate dai garanti.
La normativa permette di calcolare la riduzione dell’importo garantito. Non permette di determinare un risparmio finanziario universale né di dimostrare, da sola, il ritorno economico dell’investimento nella certificazione.
Le verifiche prima dell’offerta coinvolgono più funzioni aziendali
La corretta applicazione delle riduzioni non dipende esclusivamente da chi prepara la documentazione di gara.
Consideriamo una situazione organizzativa ricorrente: l’Ufficio Gare deve predisporre l’offerta, il responsabile dei Sistemi di Gestione dispone delle informazioni sulle certificazioni aziendali e la funzione amministrativo-finanziaria si occupa della richiesta della fideiussione. Ognuna di queste funzioni possiede una parte delle informazioni necessarie. L’Ufficio Gare conosce la procedura e deve individuare le disposizioni applicabili, verificando quanto richiesto dal disciplinare. Il responsabile dei Sistemi di Gestione può fornire i certificati e controllarne validità, scadenze e ambito. La funzione finanziaria deve conoscere l’importo corretto della garanzia e valutare le condizioni proposte dal garante.
Se queste verifiche vengono effettuate separatamente, possono emergere incongruenze: una certificazione viene considerata rilevante senza che il disciplinare la preveda, una percentuale viene applicata due volte oppure la richiesta di fideiussione viene predisposta prima che sia stato definito l’importo corretto.
Il coordinamento tra le funzioni non rappresenta un nuovo obbligo introdotto dal Codice, ma una modalità organizzativa utile per gestire informazioni che incidono sulla partecipazione alla gara. L’articolo 106, comma 8, prevede inoltre che, per beneficiare delle riduzioni, l’operatore economico segnali in sede di offerta il possesso dei requisiti e li documenti secondo le modalità prescritte.
Per un’impresa che partecipa con continuità agli appalti, mantenere aggiornate le informazioni sulle certificazioni possedute e renderle accessibili alle funzioni interessate può semplificare queste attività. Resta comunque necessario verificare ogni procedura, perché una certificazione valida e correttamente documentata non produce necessariamente gli stessi effetti in tutte le gare.
Valutare le certificazioni in relazione alle gare effettivamente affrontate
Le riduzioni delle garanzie costituiscono uno dei possibili benefici associati al possesso di determinate certificazioni, ma non esauriscono le ragioni per cui un’impresa adotta un Sistema di Gestione.
Una certificazione ISO 9001, ISO 14001, ISO 45001 o ISO/IEC 27001 riguarda la conformità del rispettivo Sistema di Gestione ai requisiti dello standard applicabile, entro il campo coperto dalla certificazione. Non rappresenta una garanzia di aggiudicazione né assicura automaticamente un risultato economico. Nel valutare il contributo delle certificazioni alla partecipazione agli appalti pubblici, la direzione aziendale dovrebbe quindi considerare le caratteristiche delle procedure alle quali partecipa, le agevolazioni effettivamente utilizzabili e le condizioni economiche associate alle garanzie.
Per l’Ufficio Gare, ciò significa conoscere le regole e applicarle correttamente alla singola procedura. Per la funzione finanziaria, significa valutare gli effetti dell’importo garantito sulle condizioni offerte dal garante. Per chi gestisce le certificazioni, significa mettere a disposizione informazioni aggiornate e pertinenti. La riduzione prevista dalla normativa diventa così un elemento verificabile della valutazione aziendale, anziché una promessa di risparmio formulata in termini generali.
Il punto non è quante certificazioni possieda l’impresa, ma quali di queste siano rilevanti nella gara e quale beneficio possa essere concretamente riconosciuto.
Per approfondire il ruolo delle certificazioni ISO nella gestione aziendale, è utile esaminare i requisiti e le finalità dei singoli Sistemi di Gestione, distinguendoli dalle agevolazioni previste per specifiche procedure di appalto.
Le certificazioni ISO sono davvero un vantaggio per la tua azienda?
Le riduzioni delle garanzie negli appalti pubblici sono soltanto uno degli aspetti da considerare quando si valuta il ruolo delle certificazioni ISO. La loro effettiva rilevanza dipende dalle caratteristiche dell’impresa, dalle certificazioni possedute e dalle procedure di gara a cui partecipa.
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